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Storia dei Greci di Cargese

La storia di Cargese nel giro di alcune date ...

Gli antenati dei Greci di Cargèse erano dei Mainoti originari di Vitylo o di Oitylos (Laconia).
Per sfuggire al giogo ottomano, 800 Greci decisero di espatriare.

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1663 : Furono condotte delleTrattative da Mons. Partenios CALCANDIS. Vescovo di Vitylo, con il governo di Genova, che durarono 12 anni.

Il cosiddetto Governo concesse agli emigranti in Corsica, il territorio di PAOMIA, a circa 50 chilometri da Ajaccio. Questa concessione fu accordata a condizione che i Greci riconoscessero la supremazia del Papa.

1665 : Poiché erano abbastanza avanzate le trattative, il 25 Giugno Mons. CAPCANDIS che doveva, con 6 monaci e preti, accompagnare i Greci in Corsica, ringrazia il Governo di Genova.

1675 : Dato che la Commissione dei Stefanopoli era ritornata soddisfala dal territorio concesso a Paomia, la firma di un contratto ebbe luogo nel1675 : il 25 Settembre, con il Capitano Daniel, del vascello " Sauveur ", che doveva in lo giorni recare gli 800 emigranti sia a Livorno sia a Genova, per il prezzo di 5 reali (valore del reale . 25 centesimi) pagabili a destinazione.

L'imbarco ebbe luogo la notte dal 3 al 4 Ottobre 1675, ma il " Sauveur " ormeggiò davanti a Genova soltanto il primo Gennaio 1676.
Su 800 emigranti 120 morirono durante la traversata.

carg_d21.jpg (13329 octets)1676 : Il 13 Febbraio, interrogatorio di Mons. Parthenius dalle autorità genovesi che desideravano conoscere le cause del loro esilio.Prima della partenza per la Corsica, il cosiddette autorità " italianizzarono " I nomi sostituendo il finale " AKIS " da " ACCI " - esempio : Papadakis é diventato " PAPADACCI " .

Il 14 Marzo, 3 galere genovesi approdarono in un punto impreciso che si trovava circa all'altezza di Paomia. Sembrerebbe che si tratti della piccola baia " dei Monachi " oggi Baia dei Forni.

PAOMIA viene dall'italiano pavone.

PAOMIA comprendeva 5 frazioni: Pancone, Corone, Rondolino, Salici e Monte-Rosso, che furono edificate dai Greci nel giro di un anno.

1678 : Compimento a Rondolino della chiesa principale Notre Dame de l'Assomption (festa patronale del 15 Agosto). Grazie ad un lavoro accanito, i Greci trasformarono la contrada che fu quella meglio coltivata e più ricca dei paesi vicini. Durante una cinquantina d'anni vissero in buona intelligenza con i loro vicini corsi.

carg_d23.jpg (9753 octets)1729 : Ribellione generale dei Corsi contro I Genovesi.

l Greci rifiutano di combattere i loro benefattori. Considerati come partigiani dai Genovesi, le loro proprietà di Paomia furono danneggiate e saccheggiate.

L'anno seguente, i Corsi se la presero con gli abitanti che lottarono vittoriosamente.Tuttavia, i Genovesi non potendo venire ad aiutarli, consigliarono loro di andare ad Ajaccio per via mare lasciando sul posto una cinquantina dei loro per proteggere la città. Questo distacco dovette ripiegarsi a poco a poco fino all'estrema punta della penisola di Ominia dove si rifugiò nella torre genovese. Senza viveri, potè, grazie a una uscita notturna, tracciarsi, con forza, un cammino verso Ajaccio che raggiunse circa alla fine dell'Aprile 1731.

1731/74 : Durante quei 43 anni, i Greci rimarranno ad Ajaccio.

1768 1° Giugno : Le truppe genovesi portano le loro bandiere subito sostituite, sulla cittadella di Ajaccio, la bandiera del Re di Francia. l Greci formarono allora un reggimento che il Conte di Marbeuf incorporò nelle sue truppe.

1774 : Tramite il Conte di Marbeuf. i Greci ottengono il territorio di Cargése in con penso della perdita di Paomia. Alla richiesta del Conte. Georges Stefanopoli (soprannominato Capitanò Georgio) riesce, in parte, a fare accettale questa proposta. Il Conte di Marbeuf ci fecce edificale, grazie al suo genio, 120 case, tutte dello stesso tipo a 250 metri dal mare. Vi fecce pure edificare un castello che fu incendiato e completamente distrutto.

1774 : Con l'intromissione del conte Marbeuf, i Greci ottennero il territorio di Cargese per compensare la perdita di Paomia. Alla richiesta del Conte,  Georges Stephanopoli ( soprannominato Capitan Giorgio ) riuscì in parte a far accettare questa proposizione. Il Conte di Marbeuf vi fece costruire,120 case, tutte dello stesso tipo   a 250 metri dal mare. Fece costruire anche un castello che venne poi incendiato e completamente distrutto. Più tardi, il Conte fu fatto Marchese di CARGESE.

1793 : La rivoluzione si abbatte sull'Isola. Il castello di Marbeuf viene raso al suolo dai giacobini di Vico però il paese non venne né saccheggiato, né danneggiato irreparabilmente.

carg_d12.jpg (10631 octets)Gli uomini, che si sono trincerati nelle due torri in ambo le parti della piccola baia del Pero, sono autorizzati a ritornare ad Ajaccio con donne e bambini.
Di nuovo, i Greci rimangono ad Ajaccio per 4 anni. Sono riportati a Cargése su ordine del Direttorio dal Generale Casabianca. l due terzi dei Greci consentono di ritornare (800 circa). Gli altri preferiscono rimanere ad Ajaccio oppure recarsi sul continente.

1804 : A quest'epoca, Cargése ha 1.000 abitanti tra cui 350 circa sono corsi.
Questa integrazione permette al paese di vivere per sempre in pace.

1808 : CARGESE diventa il centro dell'esercito di soccorso. Viene costruita una caserma che può accogliere dai 400 ai 500 soldati.

1814 : Nuove minaccie da parte dei Vicolesi che, durante il regno di Carlo Decimo, devono restituire una parte dei beni di cui si erano impadroniti.

1830 : Le numerose alleanze intervenute tra Greci e Corsi disarmano i Vicolesi che
rinunciano a nuovi attacchi.

E sin da allora... Greci e Corsi vivono in perfetta armonia.

Foto Ufficio del Turismo di Cargèse


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