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Dal più umile villaggio alla più fiera delle torri genovesi passando dal convento più isolato, tutto, in Corsica, ricorda o porta il marchio de suoi uomini, maggiori attori della sua storia, figure emblematiche o eroiche alle quali la memoria resta fedele. Giudice de Cinarca
| Sampiero Corso | Pascal Paoli
| Napoleone Bonaparte Uomini e Fatti StoriciGiudice de Cinarca (Sinucello della Rocca)Nato a Olmeto nel 1221, Sinucello della Rocca più conosciuto sotto il nome di Guidice de Cinarca è la figurapiù rappresentativa delle potenti signorie le quali, nel XIII secolo si dividevano la Corsica, le prime partigiane di Genova, le altre di Pisa. Appartenente alla famiglia dei signorotti di campagna di Cinarca che controllava,
nel sud, quasi la metà dell'isola, Sinucello giovane arruolato nell'armata della
Repubblica di Pisa riceve, a 24 anni il titolo di "Guidice"
(magistrato supremo) così che la missione di sottomettere il resto del paese. Tuttavia, nel 1258, si riallea a Genova
e le giura fedeltà per, qualche anno dopo, nel 1280, a l'occasione d'un
disaccordo, dichiararsi vassallo di Pisa
. Ben presto diventa padrone del paese e vuole governare nella pace e nella giustizia, conoscendo così, vicino al popolo, stanco dalle interminabili lotte, un successo sicuro tanto che la sua versatilità, i suoi successi, e la sua forte personalità ne fanno un "uomo da abbattere" per i suoi pari.. Così, questo signore, senza dubbio guerriero posseduto dal potere, unendo successivamente
ai suoi rancori delle alleanze con le due Repubbliche in lizza, sarà alla fine
vittima di Pisa e di Genova. Come molte figure della Storia, Guidice di Cinarca raggiunge oggi la leggenda, nella quale ciescuno può trovare, secondo la propria sensibilità, sia il patrittismo eroico, sia una folle ambizione. Sampiero CorsoNacque ai piedi del monte Renosu, quando a Firenze periva tra le fiamme il monaco Savonarola. Molto giovane, si mise agli ordini dell'ultimo grande condottiero fiorentino : Giovanni de Medeci. Questo grande capitano pensava che il mestiere dell'arma fosse il complemento indispensabile delle belle arti. Uomo erudito, combatteva con coraggio che imponeva ai suoi mercenari. Riconosciuto dai giovani Corsi un'eguale e lo ricompensò come tale. Giovanni de Medeci passò al servizio della Francia nel 1522, portando con sè Sampiero. [...] Sampiero lottò al fianco di Bayard e si coprì di gloria fino a meritare il titolo di colonnello della fanteria Corsa al servizio della Francia. Ritornò dunque nella sua isola per sposare Vannina d'Ornano, ereditaria di una delle più illustri famiglie corse. Aveva cinquant'anni mentre la sua sposa trenta di meno. I Genovesi sopportarono difficilmente il prestigio
del vecchio soldato e lo fecero imprigionare. Liberato grazie all'intervento
del Re francese Henri II, Sampiero rivenne per vedere radere la casa che
aveva fatto costrire a Bastelica. Fu un'offesa mortale. Poichè l'uomo che perde la sua casa perde le sue radici. Sampiero giurò a Genova una di quelle inemicizie che bruciano uncuore ad ogni
istante della vita. Per fare la guerra contro la repubblica ligure, si alleò
a Charles Quint, suo vecchio avversario. Nominato ambasciatore straordinario in Turchia dal Re di Francia, Sampiero
Corso lasciò sposa e figli nella sua dimora di Marsiglia. La giovane donna si
disperò e si lasciò manipolare dal precettore di suoi figli, l'abate Michel-Ange
Ombrone, spia Genovese. Questa morte fu un enorme scandalo, perchè la defunta apparteneva ad una famiglia nobile. La regina di Francia fece sapere che non avrebbe ricevuto codesto « assassino». L'affare ispirò Shakespeare che utilizzò Sampiero nel personaggio di Otello. Il vecchio leone non rinunciò alla sua lotta per la liberazione della Corsica. Nel 1564, sbarcò nel golfo di Valincu alla testa di venticinque mercenari gasconi.Posò i piedi sulla terra sacra e pronunciò quaste parole : « Non sono venuto quì per i miei interessi personali
ma per lberare I Corsi conservavano un cattivo ricordo del tradimento francese enon si riallearono
molto al vecchio colonnello. Pertanto, con duecento esperti uomini, vinsero
i Genovesi. Non lontano da Prunelli si scoprì la piana che porta al mare. Dove lontano
si staglia il golfo d'Ajaccio. Pascal PaoliFiglio cadetto di Hyacinthe Paoli - vecchio generale della Nazione, capo della seconda delle quattro insurrezioni che hanno segnato la Rivoluzione Corsa - Pascal Paoli nasce alla Stretta, una frazione di Morosaglia, il 6 aprile 1725. Esiliato a Napoli nel 1739, Hyacinthe porta con sè suo figlio Pascal il quale riceverà una solida istruzione e una potente formazione intellettuale, sembra, impostata sia sulle fonti della cultura classica che sulle teorie moderne, cioè dei filosofi francesi. La sua cultura donesto uomo gli permetteva di parlare e leggere correntemente l'inglese ed il francese, interessandosi ben presto alla dottrina straniera manifestando un debole per la politica, nel suo aspetto il più perspicaca ed il più disinteressato Questa tendenza così come il suo attaccamento alla Corsica che lascia a quattordici anni lo rendono, nel corso della sua carriera militare in Italia, molto attento agli affari della sua isola sulla quale viene tenuto informato da suo fratello Clément e da qualche amico. Costoro, alla morte del Generale Gaffori vengono nominati Capi Supremi dei Corsi, assassinato mentre il suo governo rivoluzionario controllava gran parte dell'isola, pressano Pascal Paoli di raggiungere il suo paese per candidarsi alla magistratura suprema. Senza dubbio maturo per una tale decisione, a trent'anni, il giovane ufficiale sbarca sul suolo del suo paese nativo nell'Aprile del 1755 dove viene eletto il 13 Luglio 1755 - contro il suo avversario Marius Matra - Generale Capo (Capu Generale) dalla Consulta di Saint Antoine della Casabianca che lo investì della missione d'una guerra decisiva contro Genova. Governerà la Corsica per 14 anni. Per imporsi diversamente rispetto alla sua elezione che non era stata all'unanimità e perchè tale era il suo ideale, Pascal Paoli si impegna alla realizzazione dell'unità morale e politica della Nazione, superando i suoi predecessori. Dopo aver vinto una insurrezione fomentata da Matra, e, in diversi punti dell'isola, delle vive resistenze fatte di simpatia ora Genovesi ora Francesi o semplicemente d'ostilità verso un uomo proveniente da fuori, fervido partigiano d'una democrazia della quale non tutti hanno rapidamente compreso il senso, Pascal Paoli riuscirà alla fine a prendere effettivamente il comando del suo paese. Fissando la capitale a Corte, vi fà votare una Constituzione affermante la sovranità della Nazione Corsa così come la separazione dei poteri, conia una nuova moneta, dota la giustizia di tribunali regolari, crea una armata e si sforza di dotare il paese di una piccola flotta. Sul piano economico, incoraggia lo sviluppo dell'agricoltura, fà seccare le paludi e stimola il commercio ma il blocco delle città marittime dalle quali non riesce a cacciare i Genovesi ne impedisce lo sviluppo. Al fine di creare nuovi scambi e controbilanciare il potere di Calvi, forte piazza genovese, fonda l'Isola Rousse. Desideroso d'aiutare la nazione corsa ad affermarsi, organizza la scuola elementare e fonda un'Università a Corte. Nel frattempo, Genova che, nel 1764 è ancora presente ma a corto di risorse nelle principali città costiere fondate da essa, davanti l'impossibilità di trattare con Pascal Paoli, domanda aiuto alla Francia. Questa prova a negoziare con il Babbu (padre) della giovane nazione ma ne ottiene solo la reaffermazione della sua volontà di indipendenza e ne peggior dei casi, coscente della necessità di una politica estera, l'accettazione d'un protettorato. Le negoziazioni tra la repubblica di Genova e la Francia di Luigi XV arriveranno finalmente il 15 Maggio 1768 al Trattato di Versailles. Così, che fosse venduta o regalata in pegno d'un debito, la giovane nazione Corsa si vede trattata come un'oggetto e durante la Consulta del 22 maggio 1768 si pronuncia per la resistenza armata. Pascal Paoli combatte durante un anno contro il suo nuovo avversario, uno dei più potenti capi d'Europa, ma viene sconfitto nel corso della battaglia di Ponte Nuovo l' 8 maggio 1769. Dopo qualche tentativo di resistenza, Pascal Paoli è obbligato ad esiliarsi imbarcandosi così il 13 giugno in un vascello inglese. Invitato dal Re, l'Inghilterra l'accoglie con tutti gli onori dovuti a colui che era considerato in Europa come un vero uomo di stato con la stoffa d'un eroe. In effetti, la rivoluzione dei Corsi condotta da Pascal Paoli, qualificato da certuni come titanico di fronte ai Genovesi quando la Corsica è fino adesso, un piccolo pezzo di terra sconosciuto da tutti, suscita ed unisce da qualche anno la simpatia delle opinioni pubbliche e degli intellettuali europei, al punto di creare un vero mito paoliano, nel senso greco del termine. Oltre la nomina stabilita da Jean Jacques Rousseau, James Boswell o ancora Voltaire, sono, in Europa, libri, gazzette, corrispondenza privata, delle prove che abbondano in elogi, e sono dei diplomatici, uomini d'affari o storici che testimoniano la loro ammirazione e la loro stima verso colui che il grande Federico qualifica come : generoso protettore e difensore della sua patria, questo grande uomo la quale stima e la venerazione pubblica hanno già reso il suo nome immortale. Quando la Bastiglia entra per sempre nella Storia e 21 anni dopo aver lasciato la sua isola, Pascal Poli vede il suo esilio a Londra finire con l'amnistia verso i corsi espatriati proposta da Mirabeau nel 1789. Passando da Parigi nell'aprile 1790 dove viene ricevuto da Luigi XVI, lodato da Robespierre e acclamato dal popolo, sbarca in Corsica che, divenuta Francese, conosce come altre provincie la fermentazione crescente dei partigiani della Rivoluzione e dei suoi avversari. Pascal Paoli viene eletto Comandante Capo delle Guardie Nazionali e Presidente
del Direttorio Dipartimentale. Dall'anno 1792, prendendo le sue distanze con i partigiani corsi della Rivoluzione, viene considerato da Lucien Bonaparte come contro-rivoluzionario davanti la Convenzione e destituito dal comando. Proclamato Generalissimo dai suoi partigiani nel 1793, riuscì a prendere il controllo della più grande parte dell'isola e redige un atto d'accusazione contro la Convenzione, ciò che lo porterà ad essere dichiarato traditore della Repubblica e considerato fuori legge. Mentre le truppe francesi e le truppe paoliste s'affrontano,il Padre della Nazione Corsa sollecita l'appoggio dell'Inghilterra che, con la squadra di Nelson, sconfigge la resistenza a Bastia, Saint-Florent e Calvi. La Costituzione d'un regno anglo-corso nasce il 15 giugno1794 con al comando, non come prevedeva Pascal Paoli, ma il vice-re inglese ...Sir Gilbert Elliot. Questa unione durerà solo due anni. Dei tormenti nascono in Castagniccia e prendono un tale vigore che Pascal Paoli è sulla richiesta di Elliot richiamato a Londra. Così, nell'ottobre 1795, Pascal Paoli riprende il cammino dell'esilio. La sua isola che non aveva mai smesso di sognare libera, sarà rioccupata senza urti dalle truppe francesi nell'ottobre 1796 . Dopo aver vissuto 47 annni d'esilio, Pascal Paoli muore a Londra il 5 Febbraio 1807 e viene sepolto al cimitero di St-Pancrace. Le ceneri di questa personalità eccezionale che ha sedotto tanti uomini toccati dallo spirito illuministico e abbagliato il giovane Napoleonee Bonaparte riposa dal 1889 a Morosaglia . Napoleone BonaparteNato il 15 Agosto 1769 in una casa di via Malerba, oggi via Saint Charles, ad Ajaccio , come i suoi dodici fratelli e sorelle - di qui sette viventi - que gli danno i suoi genitori Letizia e Charles Marie Bonaparte. Costui, que nell 1768 combatteva al fianco di Pascal Paoli, prendendo forse coscienza del carattere inreversibile di una Corsica riunita alla Francia, si riallea molto presto a quest'ultima e ne ottiene diversi favori tra i quali una borsa di studi che permette al giovane Napoleone, d'essere ammesso alla scuola militare di Brienne. A nove anni lascia Ajaccio, Napoleone è un regazzo indipendente e forte di spirito. Riconoscerà più tardi : "non temevo nessuno, battevo uno, scalfivo l'altro. A Brienne, proseguendo i suoi studi, sente nascere per la sua isola non un semplice "amore per il suo paese" ma una veritabile patriottismo e si entusiasma per il generale Paoli - per l'uomo, il suo ideale e la sua azione. Nell 1784, entra alla scuola militare di Parigi dalla quale ne uscirà luogotenente d'artiglieria. A 16 anni, la sua ambizione è quella di rientrare sulla sua isola per farci una carriera politica e militare sognando di prendervi un giorno il primo posto. Quando nel 1789, scoppia la Rivoluzione, Napoleone è conquistato da queste idee. Prende parte alle lotte politiche che dividono la Corsica e molto presto all'età di vent'anni, la sua ambizione preoccupa Pascal Paoli del quale diventa presto avversario. Nel 1792, è costretto ad allontanarsi d'Ajaccio fino dopo una sanguinante sommossa degenerante in guerra civile, fallisce nel suo tentativo di prendere la Citadella. L'anno seguente, la sua famiglia fedele alla Convenzione, bersaglio d'una popolazione che conserva rancore a Lucien (fratello di Napoleone) della sua virulenza contro paoli, deve rifugiarsi nella sua casa di campagna a Milelli prima di raggiungere Napoleone. Costui tenta, in effetti un'altra volta dalla torre di Capitello, di impadronirsi della città con l'aiuto della flotta della Repubblica ma conoscerà un nuovo fallimento. Questa sconfitta marcherà la partenza di Napoleone Bonaparte prima verso Toulon poi verso un altro destino, ricordando così l'apprezzamento portatogli da uno dei suoi professori alla scuola di Brienne : "Corso di nazione e di carattere, Quest'uomo giovane ed ambizioso con la consapevolezza della sua genialità lascia la sua isola ma, senza dubbio, questa resterà per sempre culla dei suoi e dei suoi affetti. Nominato, nell'anno 1793 Capo dell'Artiglieria nell'arma incaricato di riprendere Toulon ai monarchici, si copre di gloria. Dopo aver conosciuto qualche malore dovuto alla crisi politica della Francia,
alla caduta di Robespierre, Napoleone si vede affidare, nel 1796, poco prima
del suo matrimonio con Joséphine de Beauharnais, il comando delle truppe nella
campagna d'Italia nel corso della quale la sua stoffa di stratega militare si
aggiunge alla stoffa di un vero Capo di Stato. Ma non essendo un semplice strumento della borghesia Napoleone Bonaparte opera in questa fine del 1799 : in seguito al colpo di Stato del 9 e 10 novembre, si fà proclamare Primo Console della Repubblica e diviene capo del paese imponendogli la Costituzione dell 'Anno VIII che gli darà il potere esecutivo e legislativo. Capo dello Stato e delle Armate, Napoleone, dotato di una capacità di lavoro, d'una intelligenza, e d'una immaginazione creativa straordinaria, riforma in tempo record l'amministrazione e la giustizia. Ancora una volta vittorioso contro la coalizione austriaca, imponendo la pace agli Inglesi, firmando nel 1801 il Concordato con Pio VII che mette la Chiesa della Francia al servizio del Regime, Napoleone vede il suo potere aumentare di giorno in giorno e sopporta sempre meno l'opposizione. Così dopo aver scoperto un complotto monarca, si fà proclamare nel 1804 Imperatore dei Francesi sotto il Nome di Napoleone 1°, in seguto Re d'Italia nel 1805. Si crea così intorno a lui una vera " monarchia " con Corti e Nobiltà d'Impero mentre il regime stabilito prosegue, sotto il suo impulso, riforme e modernizzazione : inseglnamento, urbanismo, economia, arte, creazione del codice Napoleone che dava una base giuridica alla socetà uscente dalla Rivoluzione... Ma l'Imperatore è presto preso dalle guerre. In risposta al blocco marittimo applicato da Londra, Napoleone mette in atto tra il 1806 ed il 1808 il blocco continentale al fine di isolare l'Inghilterra.Il blocco dinamizza l'industria e l'agricoltura francese ma infastidisce l'economia europea ed obbliga l'Imperatore a sviluppare una politica espansionistica che, dagli Stati Pontifici al Portogallo ed alla Spagna passando dal controllo d'una nuova coalizione dell'Austria (Wagram 1809) lascia le sue armate sfinite. Nel 1810, preoccupato di lasciare una discendenza, Napoleone sposa Marie Louise d'Austria che gli dà un figlio Napoleone II, re di Roma. Nel 1812, intuendo l'ostilità dalla parte dello Zar Alessandro 1°, la grande Armata di Napoleone invade la Russia. Questa sanguinante e disastrosa campagna farà suonare il risveglio dell'Europa Orientale che, da coalizione a l'occupazione della Francia dal Sud e dall' Est, vedrà Parigi invasa dalle truppe nemiche il 4 marzo 1814 che qualche giorno più tardi obbliga Napoleone ad abdicare in favore di suo figlio poi, il 6 aprile 1814, di rinunciare alla totalità dei suoi poteri. Dal maggio 1814 al marzo 1815, durante il suo soggiorno forzato all'Isola d'Elba, sola e derisoria sovranità lasciata dai suoi vittoriosi nemici, Napoleone vedrà Austiaci, Prussiani, Inglesi e Russi dividersi, nel corso del Congresso di Vienna, ciò che fu il suo Grande Impero. Sfuggendo alla sorveglianza Inglese, Napoleone riuscì a rientrare in Francia nel Marzo 1815 dove sostenuto dai Liberali - nemici dei Borboni - conoscerà un secondo ma breve Regno conosciuto sotto il nome dei "Cento Giorni" che varrà alla Francia una nuova coalizione dell'Europa portando il giorno dopo del disastro di Waterloo la nuova abdicazione dell'Imperatore il 22 Giugno1815. Fu così che rimettendosi agli Inglesi, questo isolano dal destino poco ordinario si verrà assegnare coma prigione la lontana isola di Sant'Elena, dove prima di spegnersi il 5 maggio 1821, evocherà spesso con nostalgia la sua isola natale per la quale, confiderà essere stato troppo occupato da guerre e gelosie per aver avuto il tempo ed i mezzi di mettere in opera i grandi progetti che aveva fatto per lei. Intenzioni reali o rimpianti nostalgici, la storia lo dirà forse un giorno ma in ogni caso i legami tra Napoleone e la Corsica sono oggi indistruttibili e coloro che contestano le azioni dell'uomo illustre amano nonostante tutto il piccolo Ajacciano che isolandosi sulle pinete della città risentiva già un destino fuori dal comune. Altre Rubriche Storiche : Qualche Libro per Andare più Lontano.... |
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